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Casalcassinese

L'archivio del paese

Informativa sulla privacy

Che cosa conserva questo archivio, perché, e che cosa potete chiedere. Scritta per essere letta, non per proteggere chi la scrive.

30 agosto 2026ItalianoFrançaisEnglish

Chi tratta i dati

Il titolare del trattamento è Kevin Gallaccio, che mantiene questo archivio a titolo personale. Non esiste ancora un’associazione: quando sarà costituita, il titolare cambierà e questa pagina sarà aggiornata.

Per qualsiasi domanda o richiesta: info@casalcassinese.com. Le risposte arrivano da una persona, non da un ufficio, e possono richiedere qualche giorno.

Non è stato nominato un responsabile della protezione dei dati. L’archivio non rientra in nessuno dei tre casi dell’art. 37(1) GDPR: non è un’autorità pubblica, non svolge monitoraggio sistematico su larga scala, non tratta su larga scala dati dell’art. 9.

Perché trattiamo questi dati, e su quale base

Le finalità sono tre e non condividono la stessa base giuridica.

Conservare e rendere consultabile la memoria fotografica e genealogica di Casalcassinese, frazione di Acquafondata. Base: art. 6(1)(f) GDPR, interesse legittimo. L’interesse è concreto: le fotografie del paese esistono oggi soprattutto come copie compresse in un gruppo Facebook, senza date, senza luoghi, con i nomi sepolti nei commenti. Senza un archivio quella memoria si perde con chi la ricorda.

Gestire gli account e l’accesso al sito. Base: art. 6(1)(b) e (f).

Il consenso non è la base giuridica, ed è una scelta deliberata. Il consenso deve poter essere revocato liberamente, e un archivio che si smonta quando un cugino cambia idea non è un archivio. Inoltre il consenso non potrebbe mai coprire le molte persone documentate che non si sono mai iscritte.

Su richiesta forniamo la valutazione scritta del bilanciamento fra il nostro interesse legittimo e i vostri diritti.

Archiviazione nel pubblico interesse

L’archivio si avvale del regime italiano dell’archiviazione nel pubblico interesse e della ricerca storica: art. 99 del D.Lgs. 196/2003, che consente il trattamento anche oltre il periodo necessario alle finalità originarie e non distingue fra titolari pubblici e privati.

Dichiariamo l’intenzione di applicare, in quanto compatibili, le Regole deontologiche del Garante per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica (provv. n. 513 del 19 dicembre 2018).

Questo regime incide sul diritto alla cancellazione: si veda più sotto.

Che cosa conserviamo su una persona documentata

Una scheda personale esiste per chiunque la comunità ricordi — viva o morta, iscritta o no. L’esistenza di una scheda non implica né consenso né partecipazione.

Può contenere: nome, cognome e soprannome; date di nascita, matrimonio e morte, spesso come intervalli o stime e mai forzate a una data precisa che nessuno conosce; luoghi; legami familiari; le fotografie in cui la persona compare; la posizione del viso in una fotografia; testimonianze in dialetto trascritte esattamente come sono state dette; commenti che la nominano.

La posizione di un viso è un rettangolo e nient’altro: quattro numeri fra 0 e 1. Non calcoliamo né conserviamo impronte, descrittori o modelli biometrici del volto, e non confrontiamo volti fra fotografie. Nessun riconoscimento facciale, mai. È una regola scritta nel progetto e verificata automaticamente a ogni modifica del database.

Che cosa conserviamo su chi si iscrive

Nome visualizzato, indirizzo email, lingua preferita, data di iscrizione e dell’ultimo accesso, ruolo, ed eventualmente un collegamento alla vostra scheda nell’albero.

Non esiste alcuna password, da nessuna parte. Si entra con un codice inviato per email oppure con Google.

Chi entra con Google: riceviamo nome, indirizzo email e immagine del profilo. L’immagine viene copiata una sola volta nel nostro archivio e mai collegata a Google: altrimenti Google conoscerebbe l’indirizzo IP di ogni visitatore di ogni pagina in cui compare quel volto.

Da dove vengono i dati

Quasi tutto arriva dai membri: fotografie depositate, nomi riconosciuti, luoghi indicati, date ricordate.

Ogni affermazione dell’archivio conserva due nomi distinti: chi l’ha scritta e chi lo sapeva. Sono spesso persone diverse — il nipote che digita e la nonna che riconosce il viso — e attribuire alla prima ciò che sa la seconda distruggerebbe la credibilità dell’archivio. È per questo che possiamo dirvi, per ogni singolo dato, da dove viene.

Una parte proviene da archivi pubblici e pubblicazioni, sempre citati.

Chi altro vede questi dati

Railway (infrastruttura e database, Amsterdam), Cloudflare (dominio, DNS e rete), Mailjet (invio delle email di accesso, dati nell’Unione europea), e Google — soltanto per chi sceglie di entrare con Google.

E, soprattutto: gli altri membri dell’archivio. Questo è il destinatario che conta davvero.

Non usiamo strumenti di statistica, non profiliamo nessuno, non vendiamo nulla e non c’è pubblicità.

La sezione riservata ai membri non è riservatezza

L’albero genealogico e le schede personali richiedono l’iscrizione, non sono indicizzati dai motori di ricerca e rispondono 403 a chi non è entrato.

Va detto chiaramente: una sezione che può raggiungere circa 1.600 persone è pubblicazione, non riservatezza. Toglie i motori di ricerca, gli estranei e gli aspiratori di dati. Non rende i dati privati.

Per questo la via dell’opposizione, qui sotto, è parte della struttura e non un ornamento.

Per quanto tempo

A tempo indeterminato: è ciò che significa la parola archivio, ed è il trattamento che l’art. 99 del D.Lgs. 196/2003 consente.

Nulla viene cancellato materialmente. Quando qualcosa viene rimosso, la riga sopravvive privata della sua identità, perché altrimenti si romperebbero le schede di altre persone e i collegamenti condivisi anni prima. Ogni rimozione è registrata in un registro non modificabile, così che un futuro caricamento di dati non possa far riapparire silenziosamente qualcuno la cui rimozione era stata accolta.

I vostri diritti

Potete chiedere l’accesso ai vostri dati, la loro rettifica, la limitazione del trattamento, e potete opporvi al trattamento.

Poiché la base è l’interesse legittimo e non il consenso, lo strumento è l’opposizione (art. 21), non la revoca del consenso. Se l’opposizione è accolta, la cancellazione segue ai sensi dell’art. 17(1)(c).

La cancellazione non è però automatica. L’art. 17(3)(d) la esclude nella misura in cui renderebbe impossibile o pregiudicherebbe gravemente le finalità di archiviazione nel pubblico interesse. La difficoltà è concreta e vale la pena dirla: un albero genealogico è un grafo, e cancellare una persona distrugge i legami che documentano la discendenza di fratelli, figli e cugini che non hanno chiesto nulla. Gli stessi fatti sono inoltre registrati negli archivi di stato civile e parrocchiali, sui quali non abbiamo alcun controllo.

Per questo offriamo una scala di misure prima dell’ultimo gradino: togliere un nome da una fotografia; nascondere il nome mantenendo il legame familiare; limitare la visibilità ai soli membri; sospendere il trattamento in attesa di una valutazione; e soltanto in ultimo la cancellazione, quando nessuna misura minore basta. Ogni volta il bilanciamento viene scritto e conservato.

La cancellazione di un account è cosa diversa dalla cancellazione del contenuto dell’archivio. Chi chiude il proprio account chiede che spariscano le proprie credenziali e la propria attività, non che le fotografie di sua nonna restino senza attribuzione. Account, sessioni e registro delle email non sono contenuto d’archivio e vengono rimossi.

Potete rivolgervi al Garante per la protezione dei dati personali (Italia) o all’autorità di controllo del vostro Paese di residenza.

Le persone morte

Il GDPR non si applica a chi è morto, e dirlo a un parente non serve a niente.

In Italia l’art. 2-terdecies del D.Lgs. 196/2003 consente a chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell’interessato o per ragioni familiari meritevoli, di esercitare i diritti degli artt. 15–22 riguardo ai dati di una persona defunta. Trattiamo queste richieste come tutte le altre.

Bambini

Il sito non è rivolto ai minori e non raccoglie deliberatamente iscrizioni di minori.

Le fotografie storiche ritraggono ovviamente anche bambini, molti dei quali oggi sono anziani o defunti. Le richieste che riguardano l’immagine di un minore, anche di molti anni fa, hanno la precedenza.

Cookie

Due, entrambi tecnici: uno che vi tiene collegati dopo l’accesso, uno che ricorda la lingua scelta.

Nessuna statistica, nessun tracciamento, nessun cookie di terze parti. Per questo non trovate un banner: i cookie strettamente necessari non lo richiedono, e un banner che chiede il permesso per qualcosa che non facciamo sarebbe soltanto rumore.

Questo documento

È una prima versione, scritta con cura ma non da un avvocato, e sarà rivista. Alcune posizioni giuridiche del progetto sono ancora da verificare con un professionista; dove ci sono dubbi, li diciamo invece di nasconderli.

Se qualcosa qui vi sembra sbagliato riguardo a voi o alla vostra famiglia, scriveteci: info@casalcassinese.com.

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